Progetto di Sistemazione dell'Area Archeologica Centrale di Roma - prima fase

Dipartimento di Architettura DiAR
Direttore prof. arch. ANTONINO TERRANOVA

responsabile scientifico prof. arch. RAFFAELE PANELLA
Ricerca di Ateneo Federato delle Scienze umane, Arti e Ambiente

Ricerca progettuale - prima fase 2008/2009
- coordinamento e segreteria tecnica
- campagne fotografiche
- redazione degli elaborati

il fronte sulla città

La ricerca

Obiettivo della ricerca è la rivalutazione del Sistema Archeologico Centrale di Roma che fa perno sull'area dei Fori Imperiali e del Colosseo. Su questo insieme di grande impatto urbanistico-architettonico manca ancora, dopo decenni di dibattito incentrato essenzialmente sulla eliminazione o sulla conservazione della via dei Fori Imperiali e dopo un'intensa stagione di scavi che ha consentito di riportare alla luce ciò che resta dei Fori (1996-2007) e ricostruire i paesaggi storici della Valle del Colosseo (1986-2007), un progetto complessivo che renda evidente l'unità ma anche la complessità del tessuto storico, determinato dalla sovrapposizione di differenti monumenti, ridotti spesso allo stato di frammenti sia pure colossali. Nell'assenza di una sistemazione unitariamente progettata sfuggono i nessi intercausativi, mentre la lettura delle grandi strutture pubbliche dell'antichità è compromessa dall'intervento del 1932 che con la via dell'Impero (oggi via dei Fori Imperiali) ha tagliato il Foro di Traiano, il Foro di Cesare, il Foro di Augusto, il Foro Transitorio (le Colonnacce) e il Templum Pacis. La scomparsa della Velia a seguito dello sventramento degli anni Trenta ha manipolato il sostrato geomorfologico prima che storico-insediativo, creando situazioni difficilmente sanabili, se non ricreando con gli strumenti dell'architettura, i volumi scomparsi. Inoltre, l'uso improprio degli spazi (il traffico è ancora dominante nel settore meridionale) provoca oggi disordine e inquinamento.
Queste sono le premesse che spingono a riproporre, con l'ausilio degli strumenti progettuali, una riconnessione organica tra vita urbana e patrimonio archeologico.

La filosofia che guida questa ricerca progettuale poggia su una moderna comunicazione dei valori eccezionali incorporati nell'area, da perseguire con un'opera di riordinamento dei materiali accumulati, con parziali e oculati rimontaggi e, ove opportuno, con attente ricostruzioni, con la rivelazione della imponente stratigrafia che testimonia della profondità del processo storico dell'area, con tecnologie miranti al minimo impatto col testo archeologico e - ove possibile - con la reversibilità delle opere. Il tutto sulla base di un rigoroso processo di riconoscimento dei dati testuali e contestuali e, in loro assenza, di speciali cautele che consentano future esplorazioni sul testo archeologico.
Il progetto pertanto mira alla riunificazione dei Fori Imperiali e al loro attraversamento da Piazza Venezia a Largo Corrado Ricci mediante la realizzazione di una "passerella archeologica", sul tracciato della via dei Fori Imperiali, realizzata con tecnologie di minimo impatto con il terreno e i resti archeologici. Essa sarà dotata almeno di tre livelli, i quali consentano un percorso differenziato in funzione del grado e della profondità dell'interesse dei visitatori. Se il primo livello corrisponde al parterre dei Fori, e con questi comunicante, l'ultimo si svilupperà alla quota attuale della via dei Fori imperiali e consentirà solo il passaggio dei mezzi di servizio, di sicurezza e di trasporto pubblico di superficie, oltre che dei turisti frettolosi. In sintesi i visitatori andranno selezionati in funzione del grado di interesse che hanno di trovarsi a contatto con le strutture antiche.
La complanarità del primo livello con quello archeologico consentirà l'intervisibilità tra le parti dei Fori Imperiali oggi separati dallo stradone fascista e il passaggio dei visitatori in modo da recuperare la dimensione originaria dei Fori.
Largo Corrado Ricci continuerà a costituire lo snodo tra la Roma moderna (Via Cavour) e la Roma antica, essendo organizzato anch'esso per livelli che consentiranno l'esplorazione e la visita dei resti del Templum Pacis sottostante. Il tratto finale di via dei Fori, che corrisponde al taglio della Velia del 1932, potrà essere scavato senza rischi di imbattersi in resti archeologici e divenire il nuovo Antiquarium di Roma, interamente ipogeo e collegato con la nuova stazione metropolitana del Colosseo.
La sistemazione di Piazza del Colosseo toccherà una serie di questioni di ordine scientifico-progettuale di grande impegno: la stratificazione, i rapporti con il colle Oppio e con il Celio (comunque interessati alla viabilità di superficie per quanto ridotta), ma soprattutto il rapporto con le pendici della Velia-Palatino (Tempio di Venere e Roma, via Sacra, santuari delle pendici nord-orientali del Palatino, Meta Sudans). Si tratterà anche di ridefinire un limite della piazza, oggi imposto dalla viabilità, recuperando a Ovest il rapporto con il Ludus Magnus.

La seconda fase della ricerca è iniziata nel 2010 ed ha portato, nel 2013, alla pubblicazione del volume di Raffaele Panella  ROMA la città dei Fori - Progetto dell'area archeologica tra Piazza Venezia e il Colosseo.

Il gruppo di ricerca

Raffaele Panella, responsabile scientifico
Orazio Carpenzano
Renato Masiani
Clementina Panella
Paola Panarese
Fabio Di Carlo
Salvatore Piro
Paola Veronica Dell’Aira
Paola Guarini
Manuela Raitano
Lucia Saguì Serafin

con:
Sabina Zeggio
Marco Fano
Maurizio Alecci
Alessandra Di Giacomo
Roberto De Sanctis
Domenico Franco
Emanuele Brienza
Andrea Lucchini
Marco Grippo
Cesare Tocci
Vincenza Morizio
Daniela De Filippis
Claudia Tombini
Corrado Brunialti
Viviana Carbonara
Antonio Ferrandes

La prima fase progettuale

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