Edificio per l’alta formazione in tecnologie innovative a Pietralata, Roma
Verifica di adeguamento funzionale del 1° lotto

Dipartimento di Architettura e Progetto DiAP
direttore prof. arch. ORAZIO CARPENZANO

progettista incaricato prof. arch. ORAZIO CARPERZANO
coordinamento tecnico Centro Progetti del DiAP, responsabile arch. MAURIZIO ALECCI

PROGETTAZIONE INTERNA - 2017

il fronte sulla città

Edificio per l’alta formazione in tecnologie innovative

Il Centro di Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche e Tecnologie avanzate di Pietralata è stato successivamente denominato Edificio per le Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche e Tecnologie avanzate di Pietralata.
Gli organi di vertice di Sapienza hanno richiesto al Dipartimento di Architettura e Progetto, incaricato della progettazione dell’intervento, di valutare le possibilità di modifica di alcune parti del Progetto Definitivo del primo lotto dell’intervento di Sapienza a Pietralata per inserire una zona da destinare anche ad attività congressuali e spazi per la ricerca flessibili e funzionali ad attività di Spin off e Start up. Nella nuova ipotesi funzionale l’intervento verrà denominato Edificio per l’alta formazione in tecnologie innovative.
La verifica effettuata soddisfa il nuovo quadro esigenziale di Sapienza senza modificare sostanzialmente le caratteristiche morfologiche e strutturali dell’intervento.

Si è, quindi, valutata la possibilità di:
1. trasformare gli ambienti del piano terra e del primo piano al fine di realizzare una struttura didattico- congressuale con annessa un’Aula Magna di capienza pari o superiore a 400 posti;
2. individuare alcuni ambiti più piccoli, da destinare sia alla didattica che a spazi seminariali e di incontro;
3. destinare uno spazio ad eventi e rinfreschi attraverso catering, con relative aree di servizio per la gestione e la preparazione;
4. rendere maggiormente flessibili gli spazi dei laboratori di ricerca ai piani superiori dell’edificio da attrezzare secondo le esigenze per attività di Spin off e Start up.

In relazione alle esigenze sopra evidenziate, si è data particolare attenzione alla verifica di compatibilità nell’inserimento di un’area didattico-congressuale nella zona basamentale dell’edificio, prevedendo un Aula Magna da circa 400 posti che potrà assumere il ruolo di Auditorium per attività congressuali.
La verifica è stata effettuata in due fasi, nella prima delle quali era stata prevista un'Aula Magna divisibile a doppia pendenza contrapposta e palco centrale.
Per garantire l’accessibilità e la fruizione ottimale della nuova Aula si è ripensato il sistema degli ingressi, degli atrii e degli elementi di collegamento verticale tra il primo e il secondo piano. È stato inoltre adeguato l’insieme dei percorsi di distribuzione e delle vie di fuga e sono state previste alcune aree di supporto e servizio alla funzione congressuale: foyer, area per la ristorazione con servizio catering, locale per la preparazione e la gestione del catering, aule per piccoli seminari.
L’operazione di verifica di adeguamento funzionale è stata eseguita in modo da limitare al massimo tutte le modifiche che possano comportare la decadenza delle approvazioni già ottenute in sede di Conferenza dei Servizi e di Parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
A tal fine si è valutato di intervenire in modo puntuale, mantenendo inalterato l’assetto complessivo dell’edificio, rispettando a pieno il passo strutturale e circoscrivendo le necessarie variazioni degli spazi per il passaggio delle dotazioni impiantistiche.
È stata confermata la configurazione a pettine che prevede alternanza di volumi costruiti e serre bioclimatiche e garantisce anche un sistema di spazi sicuri e percorsi di sicurezza posti sul fronte Sud dell’edificio.

Nel nuovo assetto previsto nella versione definitiva l’Aula Magna si sviluppa nella prima campata ad est, con un’ampiezza di interpiano di 10 metri, ottenuta eliminando il solaio intermedio a quota +5.00 m. L’aula prevede un’unica gradonata che dalla quota di ingresso, con una pendenza variabile, raggiunge il primo livello dell’edificio a quota +5.00 m. La configurazione dell’aula si attiene ai vincoli strutturali esistenti.
La grande aula da 410 posti è stata pensata come una sorta di dispositivo spaziale inserito all’interno della struttura esistente; un lungo nastro ligneo continuo disegna, senza soluzione di continuità, lo spazio dell’auditorium piegandosi a generare un sistema di gradoni sul lato sud, generando una sorta di abside per i conferenzieri sul lato nord, restando invece permeabile allo sguardo sui fianchi longitudinali est ed ovest. Questo spazio, così definito, reso omogeneo dalla continuità materica delle superfici, si pone come figura autonoma tra gli elementi portanti che scandiscono la prima campata est dell’edificio, tra la parete esterna dalle grandi bucature vetrate e la teoria di pilastri rettangolari interni che costituiscono il limite della seconda campata. Nel trattamento di questo dispositivo spaziale (il nastro ligneo), particolarmente significativo è il disegno della scocca superiore che si articola in una serie di spezzate, funzionali alla distribuzione del suono ed alla scansione dello spazio, così da ridurre la percezione eccessivamente allungata dell’ambiente, scaturita dal mantenimento, per ovvie ragioni di opportunità, dello schema strutturale preesistente.
La seconda campata è stata pensata come spazio al servizio della prima ed accoglie i sistemi per la distribuzione dei flussi.
La sostanziale asimmetria percettiva generata dall’addizione di questa seconda campata è stemperata dal trattamento sostanzialmente omogeneo delle due pareti longitudinali, quella finestrata sul perimetro esterno e quella interna a pilastri. Questi ultimi sono pensati completamente rivestiti ed unificati da una teoria di elementi orizzontali in materiale fonoassorbente che vengono a ricostituire una sorta di parete porosa e permeabile, al suono ed alla luce. Lo stesso sistema è pensato sulla parete esterna per schermare ed all’occorrenza neutralizzare l’ingresso della luce naturale all’interno della sala.
L’illuminazione artificiale dell’Aula Magna è stata integrata all’interno della fodera architettonica e segna tutte le spezzate dell’articolato sistema di copertura.

Al piano superiore un ballatoio, che si affaccia sull’Aula Magna, consente il deflusso dal primo livello e dà accesso a spazi tecnici di supporto all’aula stessa e a un locale di servizio per traduzioni simultanee. Nello spazio sottostante la gradonata dell’aula è prevista un’area polifunzionale di supporto alle attività congressuali con annessi servizi igienici.

L’area espositiva destinata alla mostra permanente dell’attività estrattiva del quartiere di Pietralata è stata individuata nello spazio del foyer dell’Aula Magna al piano terra. Un vuoto sul solaio del primo piano collega visivamente la serra bioclimatica dei piani superiori con il piano terra che in questo modo può goderne percettivamente ed esserne illuminato.

Nella configurazione studiata rimane la separazione degli atrii per il centro didattico-congressuale e per gli spazi della ricerca, mentre è stata completamente rivista la scala di collegamento tra i primi due livelli dell’edificio.

Nella campata centrale è ora previsto l’ingresso principale e l’atrio del sistema didattico-congressuale. Direttamente collegato a questo vi è uno spazio destinato al relax ed all’allestimento di eventi e rinfreschi. Tra ingresso ed atrio, in uno spazio a doppia altezza, è stata inserita la scala che serve il primo piano dell’edificio.

Agli ultimi tre livelli dell’edificio sono previsti 9 grandi spazi da attrezzare per le esigenze di Spin off e Start up, mentre il sistema degli studi e degli uffici, il sistema della sicurezza (scale, filtri, corridoi che portano all’esterno), i servizi igienici ad uso delle diverse aree funzionali e le aree tecniche non hanno subito modifiche nell’attuale fase di verifica di adeguamento funzionale.

Le verifiche di adeguamento sono state realizzate solamente per la parte architettonico-funzionale del progetto. Le altre eventuali verifiche e modifiche sono rimandate alla successiva fase di progettazione esecutiva.

Il gruppo

DIRETTORE DEL DIPARTIMENTO DiAP
Prof. arch. ORAZIO CARPENZANO
PROGETTISTA INCARICATO
Prof. arch. ORAZIO CARPENZANO
COORDINAMENTO TECNICO-PROGETTUALE
arch. MAURIZIO ALECCI

PERSONALE AREA GESTIONE EDILIZIA di Sapienza:
DIRIGENTE: dott.ssa SABRINA LUCCARINI
RESPONSABILE UNICO DEL PROCEDIMENTO: arch. CLAUDIO DE ANGELIS

GRUPPO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA DEL DiAP
arch. MAURIZIO ALECCI
Prof. arch. ANDREA GRIMALDI
Prof. arch. PAOLA GUARINI
Prof. arch. MANUELA RAITANO
con la collaborazione dell'arch. Alessandra Di Giacomo e dell'arch. Sandro Giannasca

PERSONALE TECNICO-AMMINISTRATIVO DEL DiAP
Responsabile Amministrativo Delegato
CINZIA TURI
amministrazione
TERESA CHESTI
ATTILIA DE ROSE
segreteria
FEDERICA BRAMUCCI
ROSA BRACCA
supporto tecnico e rapporti tra i progettisti
arch. FRANCESCA ROMANA CASTELLI
arch. FRANCESCO FOPPOLI

Il progetto

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